Beatrice Anelli, libreria Matilda di Piacenza

“La passione è fondamentale, ma non basta. Per fare il librario oggi servono competenze tecniche specifiche, creatività... E poi bisogna saper creare una rete in grado di aiutarci a realizzare le nostre idee”.

Beatrice Anelli, 28 anni, da un anno e mezzo ha aperto a Piacenza la libreria per bambini e ragazzi Matilda. Già allieva della Scuola librai di Orvieto, Beatrice racconta com’è iniziata la sua esperienza: “Lavorando sul progetto da presentare per il corso della Sli mi sono resa conto che a Piacenza, la mia città, non c’era una libreria specializzata di questo tipo e mi sono detta che potevo provarci. Insieme al mondo dei libri e dell’editoria, in particolare di quella per l’infanzia, ho sempre amato e lavorato nel campo del disegno grafico, così ho pensato che con questa impresa avrei potuto mettere insieme le due cose”.

Laureata in economia con una tesi specialistica sulle forme ibride di librerie e sul loro marketing, Beatrice è consapevole di aver iniziato un cammino in salita: “Di certo non l’ho fatto per diventare ricca! La mia avventura è nata grazie all’entusiasmo e all’ingenuità, molto rapidamente: in soli 6 mesi sono passata dal progetto all’apertura del locale. A un giovane collega consiglierei di fare con un po’ più di calma. Ma sono felice. Per ora ci sto dentro con le spese e riesco anche a guadagnare qualcosa. Certo fare da soli è faticoso. Non posso permettermi nessun dipendente, anche se per fortuna i tirocinanti della Scuola di Orvieto mi danno una mano”.

A complicare le cose, oltre alla crisi che stiamo attraversando, c’è stata l’apertura di una libreria Mondadori Junior… “E’ stata la prima in Italia e ha aperto un mese dopo di me, a cento metri da qui! Ma non credo che ci diamo fastidio. Non abbiamo lo stesso pubblico. Da me le persone non vengono solo per comprare qualcosa. Spesso i genitori si fermano anche un paio d’ore, mentre i figli giocano e leggono. Con questo non voglio dire che faccio volontariato, anzi. Seminando l’amore per i libri e la lettura nei bambini, in qualche modo, coltivo dei clienti”.

Visti i tempi è una missione difficile, che il libraio deve necessariamente compiere in sinergia con altri soggetti. “Lavoro con le scuole e con alcune associazioni, cercando persone con cui condividere e realizzare delle idee. Ho trovato insegnanti molto validi sul territorio. Ho collaborato con tutte le scuole materne della città e sto lavorando anche in provincia, a Guardamiglio, sia con una scuola sia con una biblioteca. Poco a poco sto creando una rete”.

Fare rete è diventato, per qualsiasi tipo di attività economica, un’esigenza irrinunciabile. Farlo con e per una libreria indipendente, poi, è un esperienza particolare. “Le librerie non sono imprese come le altre. Fare il libraio, però, è un mestiere bellissimo, di cui essere orgogliosi, perché ci permette di parlare di qualsiasi cosa”.

In effetti la libreria Matilda propone un’offerta molto varia: letture ad alta voce, laboratori di cucina, corsi di arti manuali, incontri sull’ambiente e la multiculturalità, animazione per feste. “I servizi sono indispensabili per le librerie, soprattutto se hai a che fare coi bambini. Essere aperti all’esterno è il modo migliore per costruire il futuro delle librerie indipendenti. Spero che l’Ali, che ho conosciuto attraverso le lezioni del presidente Pisanti alla Sli, possa diffondere questa consapevolezza, incentivando la circolazione di buone idee e la realizzazione di progetti comuni tra i librai”.