Cédric Chaboud, libreria Laliberamente di Parabita (Lecce)

Cédric Chaboud, ex allievo della Scuola Librai Italiani, ha aperto lo scorso giugno una libreria per ragazzi a Parabita, un paese di diecimila abitanti in provincia di Lecce. E’ uno dei pochi coraggiosi che hanno fatto il grande passo aprendo una nuova attività, affrontando una sfida difficile grazie alla passione e alla professionalità.


Raccontiamo la sua storia, iniziando dal principio. “La scelta di aprire una libreria è scaturita quando sono venuto a vivere in Italia, quattro anni fa. Mi è sempre piaciuto leggere ma mi occupavo di tutt’altro, lavoravo nel campo delle risorse umane. Sono sempre stato attratto dall’idea di creare una mia attività e così, dopo aver saputo dei corsi della Sli durante una visita a Più Libri e Più liberi a Roma, ho deciso di iscrivermi”.
Allievo del corso durante il 2008, Cédric ritiene che la formazione ricevuta dalla Scuola di Orvieto sia stata molto utile. “Mi ha permesso di conoscere le basi del lavoro, capire la direzione del mercato e i meccanismi della distribuzione. Fondamentali sono poi stati i tirocini, che ho fatto sia in alcune librerie di catena come La Feltrinelli di Bari, che in librerie indipendenti: Laterza e Giunti, sempre a Bari e, solo per pochi giorni, la Liberrima di Maurizio Guagnano a Lecce”.
La libreria di Parabita si chiama Laliberamente… “Il nome vuole trasmettere un messaggio preciso. Vorremmo essere un luogo dove si generano idee, non solo attraverso i libri ma anche tramite attività formative e ricreative. Essendo vicini a un istituto d’arte, abbiamo iniziato a lavorare con gli insegnanti e con gli alunni per organizzare mostre e laboratori di disegno”.
Concependo la propria attività come un vero e proprio servizio culturale, Cédric riflette sulle peculiarità dell’indipendenza: “Possiamo lavorare senza accettare i diktat che impongono di dover prendere per forza, e quindi cercare di vendere, un certo numero di copie di un libro su cui punta un grande editore. Non essendo una libreria generalista non puntiamo tanto sull’assortimento quanto sulle iniziative, grazie al fatto di avere gli spazi adatti, e sui giochi creativi”.
Consapevole delle difficoltà “abbiamo dovuto affrontare molte spese, per fortuna siamo in tre soci” ed entusiasta dell’avventura intrapresa, Cédric lancia un messaggio di speranza alla sua comunità professionale: “Credo nel nostro lavoro perché credo nelle generazioni future. I bambini e i ragazzi vanno incoraggiati a sperimentare”. E i grandi? “Anche loro. Non dobbiamo rimanere chiusi nei negozi ma uscire a parlare con la gente. Solo così possiamo diffondere l’amore per i libri e poter così continuare a fare un lavoro speciale”.