Fabio Salemi, libreria Candido di Latina

Le librerie indipendenti avranno un futuro se sapranno unire le proprie forze e se sapranno trovare insieme soluzioni per aumentare le vendite e competere meglio con le librerie di catena. Per riuscirci dovranno poter contare su un’associazione forte e coinvolgente, ovviamente l’Ali, capace di offrire loro servizi innovativi. Costruire un associazione del genere non è semplice perché le risorse e il tempo scarseggiano e pochi, tra i colleghi, riescono davvero a mettersi in gioco per migliorare le cose”.

Parla Fabio Salemi, titolare della libreria Candido di Latina, membro del consiglio dell’Ali Roma, riassumendo il suo pensiero sul presente e sul futuro della nostra categoria.

Figlio di Giovanni Salemi, libraio e sindacalista scomparso nel 2008, uno dei maggiori esperti del settore, tra i più attivi e capaci membri che l’associazione abbia mai avuto, Fabio parla della propria esperienza alternando con passione e con un disincantato realismo: “Da quando a Latina ha aperto Feltrinelli le cose vanno abbastanza male per noi. Prima eravamo la libreria più importante della città. Oggi, il nostro fatturato si è dimezzato!”.

Oggi la libreria Candido, dove si vendono libri di varia e non di scolastica, deve fare i conti con questa realtà. “Per fortuna abbiamo rapporti consolidati nel territorio: collaboriamo con le scuole, organizziamo eventi, mostre. Siamo un punto di riferimento. Ci adoperiamo in maniera decisiva a diffondere la lettura e la cultura su tutto il territorio che ci circonda iniziando dai più giovanissimi”.

Aperta sette giorni su sette dalle 9:00 alle 20:30 all’interno di un centro commerciale, con sei collaboratori tra fissi e occasionali, la libreria ha costi di gestione elevati che, se le vendite calano, diventano proibitivi. “E’ molto difficile guardare al futuro con questi numeri. Certo l’entrata in vigore della legge sul libro, grazie al lavoro costante e capillare svolto dall’Ali, è riuscita un pochino a calmierare gli sconti. Prima nelle librerie di catena, nella grande distribuzione e addirittura nei supermercati, si potevano comprare libri con sconti fino al 30%”.

Anche nel resto d’Italia, comunque, le cose non sembrano andare molto meglio...

Oggi come oggi se sei una libreria di catena hai la possibilità di aprire dove vuoi e con la massima tranquillità. Se invece sei uno che, per passione, vuole aprire una libreria indipendente, non puoi pensare di poter contare su un’attività economica redditizia. Alla luce della mia esperienza credo che, se la passione di avere una semplice libreria e sentirsi Libraio (con la “L” maiuscola) è presente in noi, l’unico modo per sopravvivere potrebbe essere quello di aprire un piccolo negozio su strada, gestibile anche con una o due persone”.

E cosa si potrebbe fare, allora, per cambiare questa situazione?

Come già detto in precedenza, l’unione fa la forza: bisognerebbe quindi essere più uniti così da rendere l’Associazione più forte e incisiva su tutti i fronti. Certo, l’associazionismo è un patto di scambio: senza la partecipazione e il coinvolgimento da parte dei singoli librai non si va da nessuna parte. Forse solo così si potrebbe riuscire ad affrontare le difficoltà quotidiane con più tranquillità e serenità. L’Ali conosce profondamente questa situazione e lavora in maniera costante per raggiungere anche questo obiettivo. E spero riesca a farla evolvere”.

Secondo Fabio per riuscirci si potrebbero proporre anche nuovi servizi. Per esempio aiutare le librerie di frontiera a contattare testimonial per promuovere presentazioni ed eventi, in modo da attirare nuovi lettori e svolgere anche una funzione di aggregazione sociale sul territorio.

So che non è facile. Le risorse sono limitate. Una strada da seguire potrebbe partire dai colleghi più giovani, dalle nuove leve che si sono formate alla Scuola di Orvieto. Loro hanno le competenze professionali e la cultura necessaria a rinnovare il nostro lavoro, a contribuire alla crescita dell’Ali. Spero ci sia, da parte loro, la volontà di mettersi in gioco. Da parte nostra, come rappresentanti dell’Ali, siamo impegnati a coinvolgere qualsiasi persona abbia la volontà di migliorare e cambiare le cose”.