La giornata nazionale di Confcommercio ideata per promuovere e rafforzare la cultura della legalità si terrà martedì prossimo a Roma. Chiuderà i lavori il ministro dell'interno, Angelino Alfano.

Per analizzare e denunciare l'entità e le conseguenze dei fenomeni criminali sull'economia reale e sulle imprese, Confcommercio organizza il 22 novembre la Giornata nazionale "Legalità, mi piace!".  La Giornata – che fa parte di una serie di appuntamenti previsti e calendarizzati nell'arco di tutta la settimana – promuove e rafforza, come testimonia la storia di Confcommercio, la cultura della legalità che è un prerequisito fondamentale per la crescita e lo sviluppo. L'apertura dei lavori è prevista per le ore 10 con gli interventi, tra gli altri, del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, del presidente della Commissione Antimafia, Rosy Bindi, deldirettore generale dell'Abi, Giovanni Sabatini, del presidente della Commissione Parlamentare Anticontraffazione, Mario Catania, del presidente III sezione Tribunale di Roma, Guglielmo Muntoni e del comandante generale della Guardia di Finanza, Giorgio Toschi. Chiuderà i lavori il ministro dell'Interno, Angelino Alfano. Nel corso della giornata sarà presentata un'indagine di Confcommercio, svolta in collaborazione con Gfk-Eurisko, che analizza come sono cambiati i fenomeni criminali (furti, rapine, estorsioni, minacce, taccheggio) negli ultimi anni.

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    il 2020 è stato un anno molto difficile per il Paese e per le nostre imprese, ma anche un anno nel quale siamo riusciti ad ottenere alcuni importanti risultati per la categoria: approvazione e entrata in vigore della legge sul libro, riconoscimento del libro bene essenziale, aumento della dotazione del tax credit di cui finalmente hanno potuto beneficiare una platea ampia e realmente rappresentativa di librerie e infine gli acquisti delle biblioteche nelle librerie del territorio.

    Questi risultati hanno solo in parte consentito alle nostre imprese di limitare i gravi danni conseguenti alle misure per il contrasto della crisi sanitaria e per questo il 2021, oltre a lavorare per la conferma delle misure ottenute nel 2020, dovrà essere, soprattutto nella prima parte, focalizzato nel cercare di far comprendere alle istituzioni che i problemi non sono risolti e che vi sono ancora difficoltà nel nostro settore che se non rimossi possono determinare esiti pesanti per l’occupazione e per la presenza delle librerie nel territorio.

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