Italo Cossavella, libreria Cossavella di Ivrea

“Per attirare la gente in libreria non basta organizzare una presentazione. Bisogna proporre qualcosa di più. Allargare il dibattito al di là del libro, sviluppare collegamenti, offrire al pubblico nuove occasioni per pensare. Ecco, dobbiamo rendere le librerie dei veri e propri centri per lo sviluppo del pensiero”.

Italo Cossavella, titolare di una libreria che porta il suo nome a Ivrea, racconta il percorso che lo ha portato a diventare un punto di riferimento per molti librai italiani.

“Le librerie indipendenti devono soddisfare una domanda diversa da quella che si rivolge alle librerie di catena. I libri recensiti sul domenicale del Sole 24 Ore, per esempio, non sono distribuiti in tutte le regioni. Noi cerchiamo di averli. Molti piccoli editori che pubblicano libri meravigliosi arrivano solo in poche librerie. Non dovrebbe essere così”. Un’altra caratteristica della libreria Cossavella è quella di avere una consolidata esperienza nella realizzazione di eventi culturali, sia per conto proprio sia su commissione chiavi in mano. “Abbiamo iniziato una ventina d’anni fa organizzando gli incontri estivi con gli scrittori per alcuni comuni della Val D’Aosta. Assicuravamo un gettone di presenza, garantivamo una serie di copie vendute. Piano piano ci siamo specializzati. Ci hanno chiamato da altre regioni e, con l’esperienza, abbiamo messo in piedi una vera e propria agenzia di servizi”. Spiegando come quest’attività apporta alla libreria risorse economiche, nuove idee e contatti utili, Cossavella suggerisce ai colleghi di fare altrettanto. “Allargare il raggio d’azione della libreria è imprescindibile. Noi stiamo investendo su questo fronte. Abbiamo da poco acquistato un nuovo spazio proprio nel centro di Ivrea. E’ un rischio, ma credo ne valga la pena. Fa parte del nostro compito di seminare cultura. Certo, ci vuole la fortuna di trovare un’intesa con gli enti locali e le imprese sul territorio. Perché bisogna far passare il concetto che investire in cultura rende molto. Dove si diffonde questa convinzione, per i piccoli librai, ci sono grandi opportunità”.

Dal 2008 la libreria Cossavella organizza Hispanica (una rassegna di cultura, letterature, arte e spettacolo dedicata a Spagna e America Latina) e il Festival di Antropologia, manifestazione/laboratorio sul sapere antropologico. In cantiere c’è il Festival degli inviati di guerra italiani. Si lavora per far partire il nuovo locale, pensato per essere allo stesso tempo caffè letterario e galleria d’arte. Un’attività intensa, che travalica l’ambito della libreria… “Abbiamo visto che durante le presentazioni tradizionali la gente viene ma non compra libri, preferendo magari spendere per andarsi a prendere un bicchiere di vino altrove. Se non vogliamo limitarci a soddisfare la domanda di quel 10% di lettori forti che vengono spontaneamente in libreria ma attirare nuovi clienti dobbiamo fare così. E poi occorre un ricambio generazionale, tra i clienti ma anche tra i librai”. Nonostante le difficoltà, insieme a queste sfide, però, ci sono anche delle opportunità. “In Italia c’è una piccola editoria straordinaria. Tante eccellenze sparse sul territorio da valorizzare, mettere in rete. Spero si possa lavorare su questo fronte attraverso l’associazione, trovando intese comuni per distribuire i piccoli e medi editori che, spesso, sono tagliati fuori dalla distribuzione delle catene”.