Roberto Rotili, titolare della libreria Colacchi dell’Aquila

“La mia libreria, che si trova nel centro storico dell’Aquila, è stata duramente colpita dal terremoto. Prima di poterla riaprire passeranno anni. La cosa più facile, adesso, sarebbe quella di andare via. Mi hanno già chiamato in tanti proponendomi di aprire una libreria in un’altra città. Ma io voglio ricominciare dall’Aquila”.

Così Roberto Rotili, titolare della libreria Colacchi, la più antica del capoluogo abruzzese, fondata nel 1938, racconta la sua situazione.
“Siamo entrati con i Vigili del Fuoco per fare un sopralluogo. Sotto alle macerie sono sepolti libri per un valore di 680mila euro, a tanto ammontava l’ultimo inventario. Si possono recuperare, certo, ma ci vorrà del tempo. I danni sono enormi. Un’ala del palazzo in cui si trova la libreria è crollata del tutto. E quasi tutti gli edifici nei paraggi sono distrutti”.

Una delle preoccupazioni maggiori di Rotili riguarda i dipendenti della libreria.
“Il problema è il futuro di chi lavorava con noi. Abbiamo persone bravissime e con molta esperienza. Ma a ricominciare, probabilmente, saremmo solo in tre: io, mio fratello e mio nipote. Già prima del terremoto la situazione era a rischio. La nostra economia dipende molto dall’Università. Adesso che molti studenti se ne andranno sarà tutto molto più difficile». Il realismo e le preoccupazioni non impediscono al libraio di pensare in positivo: “Continueremo sperando che ci facciano continuare. Per tornare a lavorare nel centro storico ci vorranno anni. Nell’immediato sto cercando un locale nella zona ovest della città dove riaprire la libreria. Molti vogliono restare e tutti abbiamo voglia di ricominciare”
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